La Reiss Romoli Chiude
domenica, 10 maggio 2009

Riportiamo il link all'articolo apparso su Il Messaggero di oggi, in cui il Rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando Di Iorio, lancia un ultimatum alle Istituizioni, chiedendo l'immediata disponibilità dell'immobile in cui ha sede la Reiss, e la risposta dei dipendenti.


Il Messaggero, 10 maggio 2009


 La risposta dei lavoratori Reiss Romoli al Magnifico rettore dell’Università dell’Aquila


Apprendiamo con stupore e indignazione dalla stampa (Il Messaggero 10-5-2009) le dichiarazioni del Rettore dell’Università dell’Aquila, il quale attacca il Presidente Chiodi e lancia un ultimatum:” ……. Solo adesso ci dicono che esistono altri progetti. Se entro martedì o mercoledì non ce la metteranno a disposizione (la sede Reiss Romoli ndr) ……… sceglieremo altrove.”.

      Lo stupore deriva dal fatto che il Rettore dichiara di aver appreso solo in questi giorni di un progetto che gli è stato illustrato da tempo, è stato riportato più volte dalla stampa, ed è stato portato alla sua attenzione a fine aprile in un incontro che ha tenuto con la RSU Reiss Romoli.

     Il Rettore sa benissimo che la condizione posta da Telecom Italia ed altre aziende per il rilancio della Scuola è che l’attività didattica si svolga presso il Campus in essere a Coppito.

     Sfrattati dal Campus Reiss Romoli, i 70 lavoratori sono destinati al licenziamento il 14 giugno pv. Per scongiurare i licenziamenti i lavoratori, i sindacati e le istituzioni locali stanno lavorando ad un progetto di rilancio da oltre 2 anni. Progetto noto da tempo al Magnifico Rettore.

     L'indignazione, invece, nasce dal fatto che in tutte le sue manifestazioni sulla stampa, il Rettore continua a fare sempre e soltanto riferimento allo stabile e mai alle persone che da oltre 30 anni vi svolgono un’attività di alta formazione riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Né fa riferimento al fatto che i lavoratori della Reiss Romoli da sempre collaborano con l’Università di L’Aquila fornendo docenza, proponendo master, gestendo laureandi e tesi di laurea. Lavoratori che oggi, nonostante le difficoltà aggravate dal terremoto, stanno affermando il loro diritto a continuare a lavorare nella loro sede, per onorare le commesse di formazione pluriennali in corso con Telecom Italia.



     Lo stabile oggetto d’interesse, è in grado di offrire 15 aule - con una capacità media di 25-30 posti - adatte alla formazione aziendale, una foresteria di 200 posti letto, e spazi per gli uffici ed i laboratori. Guardare solo allo stabile e non tener conto del progetto di rilancio della nostra realtà comporterebbe:

- la perdita di un centro di alta formazione sull’ICT, con un apporto per il territorio di circa 10 milioni di Euro di fatturato annuo;

- la cessazione di un’attività produttiva, attiva dal 1976 sul territorio aquilano, che oggi coinvolge direttamente 71 dipendenti e oltre 40 lavoratori dell’indotto.

    Ci risulta che nelle riunioni svoltesi con le Istituzioni ed il Governo sono state segnalate altre soluzioni al Rettore. Tra queste, gli è stato anche proposto l’utilizzo della Caserma Pasquali, in attesa della costruzione del nuovo campus universitario. 

     Sappiamo dell’importanza dell’Università per la città di L’Aquila, di quanto sia necessario individuare immobili sicuri per creare laboratori, dipartimenti, aule ed anche uffici amministrativi e rettorati di pregio, ma non è giusto ignorare le problematiche degli altri.

     Come abbiamo dichiarato dal palco del 1^ maggio, “caduti i muri delle case ora devono cadere i muri dell’egoismo e degli interessi di parte che tanto male hanno fatto alla nostra amata città”.

     Saremo accanto al rettore, come già detto nell’incontro, lotteremo perché, come lui, crediamo nella formazione e nella vocazione dell’Aquila ad essere un polo di cultura e formazione e siamo pronti a collaborare per mantenere ed accrescere la bio-diversità dell’ ”ambiente formativo” della nostra città, così come avviene a Milano, a Torino ed in altre realtà. In questo contesto saremo orgogliosi di condividere con l’Università spazi fisici e competenze, convinti dell’appoggio del corpo docente e studentesco del nostro Ateneo.

      Nel corso di questi per noi travagliati anni, abbiamo il merito di aver mantenuto a L’Aquila la sede e le attività della Reiss Romoli, nonostante gli innumerevoli tentativi fatti per delocalizzarla in altre città. Non sono riusciti a spostarla a Roma i romani, a Milano i milanesi, non riuscirà a chiuderla o spostarla qualche “aquilano”. E’ più facile che debba spostarsi il “qualche aquilano”.



L’Aquila tornerà a volare solo grazie all’apporto coeso di tutti gli aquilani.



I lavoratori della Reiss Romoli aspirano ad essere una delle sue tante penne remiganti!

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venerdì, 08 maggio 2009
A favore di chi parla di terremoto senza cognizione di causa e ci aggiunge minacce di licenziamento riportiamo il testo di Fuvio Giuliani, un nostro ex collega TILS, che si esprime nell'antica lingua dei pastori

e lo pubblica nella “piazza” del sito www.terranera.net.



Ju tarramutu



Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie.

Kjù fa ju strunzu, kjù ‘ndsosto.

Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè.

Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò.

Se me la spalla la casa, la refaccio.

Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio.

Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette.

Tengo solo la paura che me frega.

Perché non è che se la pija solo co mmi.

Se la pija co tutti quji che trova.

Piccoli e rossi.

Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù.

Quji ggià steano stracchi.

E non va bbona.

No je ne te kjù de tribbolà.

Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza.

Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale. A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu.

Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice: ”ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche”.

Pure pe tilivisiò te llo icono. Antisimiche ju cazzu che vve frega!

So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti.

Ma che sapeate?

Chi ve ll’era ittu?

Che teneamo fa?

Ji bunker?

Po me vengono a raccontà che: ”Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter.

Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”.

Ma dico ji: “Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti!

Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto”.

Pe piacere! Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti!

A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino.

E ju cascittu era quiju bassu.

Me ll’ha revodecata tutta la casa. A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti.

E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente.

Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza.

Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa.

Atru che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de “media intensità”.

L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta.

Ma se sse so cascati pure gji alberi.

Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri.

Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti “esperti in terremotologia applicata”.

Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse.

Atru che Mercalli e Richter!

Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa:

1. Essiju;

2. bottarella;

3. bella botta;

4. sileppa;

5. slenghera;

6. saraga;

7. petenga;

8. ’ngulallazia.

E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti... media intensità! Ma jeteaffangulo”.
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venerdì, 08 maggio 2009
Da Radio Radicale il video dell'intervento di Luciana Del Beato RSU Reiss Romoli - 1° maggio 2009 ore 10:22 ( 8' 19")





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giovedì, 07 maggio 2009

 





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martedì, 05 maggio 2009

Per la prima volta siamo costretti a rimuovere un commento al post "(breve) Cronaca di una morte annunciata" perchè riporta nomi di ex colleghi e manager, peraltro nessuno dei quali "Reiss Romoli", esprimendo giudizi che potrebbero essere oggetto di querela. Riportiamo, invece, l'intero testo, con i nomi oscurati, per lasciare ai lettori la possibilità di commentare.   


Poichè negli ultimi giorni la redazione ha notato nei commenti un eccesso di sfoghi personali, non in linea con lo spirito del blog, da questo momento, per non essere costretti ad effettuare censure,  gradiremmo che i commenti fossero firmati. 


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Qualcuno di voi conosce l'espressione "NERVI SALDI"?

Evidentemente no.

Ho letto e riletto la fiumana di commenti sul blog della reissromoli che chiude.

Posso capire la lotta.

Posso capire la rabbia e anche la furia.

Non capisco il resto.

Tolta la lotta, la rabbia, e la furia, cosa rimane?

D'accordo, rimane il fatto che c'è stato un terremoto a rendere tutto grottesco e surreale.

Eppoi?

Eppoi è la solita storia di povera gente messa in mezzo alla strada che non sa cosa dire e che se la prende con chi se la prendono tutti.

Bracciali un ladro? Tutto da dimostrare.

Di avvocati, anche a giudicare dall'italiano stentoreo con coi spesso i commenti precedenti sono composti, ce ne sono pochi, che scrivono su questo blog.

Ci sono un sacco di persone preoccupate di una solo cosa da circa 4 anni:

il ventisette del mese.

E' il ventisette del mese il loro dio, la piena del Nilo che straripa e lascia grazie a madre natura i campi fertili.

Non hanno mai MAI capito che questa manna dal cielo, il 27 del mese, non arriva grazie ad una cerimonia di propiziazione, ma grazie ad una cosa nella quale hanno vissuto di diritto per tutti i lunghi anni della loro lunga carriera professionale: una azienda.

Si sono mai chieste, queste persone, perché mai MAMMA Telecom se le è levati dalle palle?

Mai.

E come mai se li è tolti dalle palle con una bella grossa azione di circuitazione di altre realtà? (mi riferisco a Trainet, altro polmone di nullafacenti raccomandati, mi riferisco a Consiel, altro crogiolo di "consulentini del quartierino" yuppies avanzati agli anni 80 e scaricati nel cesso del fallimento (perché consiel era fallita), mi riferisco ai centri di formazione TELECOM, altre cattedrali nel deserto pagate da telecom miliardi delle vecchie lire con dentro facchini, segretarie e gente di un livello peggiore di quello dei nostri peggiori bidelli delle superiori)

No, non se lo sono mai chieste.

Ma io mi domando, e dico: se uno viene a casa tua e ti dice, a te che un genio non lo sei mai stato, che hai vinto un premio di intelligenza planetaria e che per questo vuole accorpare il tuo appartamento ai condomini di tutto il palazzo, un dubbio, proprio non ti viene? E se non viene a te, non viene neanche a tua moglie? E neanche ai tuoi figli? Eh allora te lo meriti di essere gabbato, sei un coglione!!!! E come coglione devi essere trattato.

Fanno bene ad accorpare reissromoli, consiel, trainet e centri di formazione, appalloccare tutto e poi venderli al primo che si offre.

Aspetta! Ma ve lo ricordate, furboni, Il grande xxxxxx? Che ora è scappato in finmeccanica a panciona piena? Ve lo ricordate xxxxx xxxxx? Miei cari furboni, con quella puttanona della xxxxx xxxxx che sceglieva chi mettere in mobbing e chi no?

E la scambista, lì, la xxxxx xxxxx?

Avete ospitato lobbisti, massoni, froci, sessuomani, tutti, tutti i peggiori scarti sociali sono passati per le fogne della nostra azienda.

Eppoi venduti.

Reiss Romoli chiude? Ma perché non la dite tutta? Perché non dite che in una scuola di 70 persone ci sono 30 sposati tra loro? Fatevi due conti, adesso se licenziano due persone su due, è un problema, ma finche potevate farvi la villa con uno stipendione gabbato a mamma telecom andava bene!

Perché non dite che la maggior parte di voi hanno una doppia attività che non ha un cazzo a che vedere con la formazione, voi che tanto ve ne riempite la bocca? Quello ha un parrucchiere, quell'altro ha un calzolaio, quall'altro ancora una tabaccheria o una cartoleria o una copisteria... ovviamente intestati ad altri...ma guarda caso!

Perché non dite che nonostante vi fregiate di essere una grande scuola, state a Coppito? A Coppito!!! Ma vi rendete conto? Ma chi cazzo ci viene a Coppito se non perché non ce lo obbliga qualcuno come ce li obbligava telecom i neoassunti?

Non sarà invece che rimanete una regione di Pastori, di Pecorai, Di contadini, che non avete un chiodo da battere, che i pecorai e i contadini lì non ci vengono a scuola a studiare l'elettronica e le telecomunicazioni... perché non ci chiediamo cosa ci facevano in una città di turismo tutte quelle banche? Riciclavate soldi sporchi? Cosa ci fanno 2000 sportelli bancari in mezzo ai pascoli del gran sasso? Non è che questa cosa puzza?

Ecco perché non vi aiutano

Ecco perché se ne fregano

Ecco perché al di là delle retoriche, sono pochine le cose che la gente è disposta a fare per voi.

Perché avete studiato, avete studiato... e dentro, dentro siete rimasti quelli che erano i vostri padri e i vostri nonni...dei pastori.

Tanto peggio tanto meglio?

Non ci state a venire chiusi?

Avete provato a rinunciare (prima del terremoto, ovviamente) a qualcuno dei vostri privilegi? Tutti quadri? Quanti dirigenti?

Avete provato a trattare prima di ritenervi poco meno importanti di una università di grido?

Volete uno stato di diritto?

E i doveri?

Se aveste un po' di pudore, cari amici abruzzesi, potreste almeno cercare di fare del vostro meglio per togliere tutte le puttanate che scrivete da questo blog, in modo che nulla possa rimanere scritto di tutte le porcate che avete fatto... finché non ci ha pensato il terremoto.

Volete dare la colpa a qualcuno del terremoto?

Siete patetici!

Sono molto più serie di voi le persone che sono state colpite davvero e che ci hanno rimesso del loro, e non hanno aperto nessun blog "l'aquila crolla: è colpa di bracciali, di bina, di questo, di quello...."

Un ultima cosa, continuerò a scrivere su questo blog. Lo riempirò di tutte le scempiaggini che avete combinato come tils e come telecom e come reiss romoli.

Inserirò nomi e cognomi e chiederò a miei amici di farli apparire per primi su google.

Tirerò fuori fatture, email, cose scritte che dimostreranno non a voi che lo sapete già di essere nel torto, ma al mondo intero (sto pensando di scriverlo anche in inglese) che razza di cancro possiate essere stati finora.

Se proprio vogliamo giocare al massacro, giochiamo al massacro. E vediamo se ci saranno vinti o vincitori, o ci perderete tutti, sia i vostri colleghi di roma, sia i vostri colleghi dell'Aquila.

Alla prossima.

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domenica, 03 maggio 2009
Vogliamo che anche i visitatori del nostro blog possano apprezzare il testo del comunicato con cui il cda di tils annuncia l'arresto di Renzo Bracciali. I commenti potrebbero essere superflui, ma facciamoli!



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Martedì 28 aprile l’Amministratore Delegato di TILS e altri colleghi sono stati oggetto di un provvedimento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere relativamente a vicende riguardanti il comparto delle energie rinnovabili in Campania.

Tali vicende non sono in alcun modo collegate alle nostre aziende.

Il Consiglio di Amministrazione è fiducioso che tutto sarà chiarito in tempi rapidi.

In ogni caso tutte le attività delle nostre aziende devono proseguire in piena continuità e il Consiglio fa assegnamento nel massimo impegno di tutti i colleghi.

Il Consiglio di Amministrazione e il management esprimono ai colleghi la loro piena fiducia e solidarietà avendone conosciuto e apprezzato l’impegno professionale e la rettitudine morale.


Roma, 30 aprile 2009





                                                                    Il C.d.A. TILS
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categoria:renzo bracciali
domenica, 03 maggio 2009

Con un po' di ritardo, speriamo ci sia perdonato viste le circostanze, postiamo il comunicato sindacale con cui SLC/CGL dichiara la rottura delle trattative con TILS per il prolungamento della CIGA.


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COMUNICATO STAMPA


TELECOM: SLC/CGIL, ROTTURA SU TILS



Oggi i manager dell’azienda TILS (l’azienda che cura la formazione nel Gruppo Telecom Italia, venduta negli scorsi anni da Telecom) hanno annunciato ai sindacati una ulteriore crisi del polo formativo Reiss Romoli de L’Aquila e anche della sede romana, nonostante le dichiarazioni ufficiali di Telecom ai tavoli sindacali e le personali rassicurazioni dell’AD Bernabè ai lavoratori de L’Aquila. La situazione sarebbe, a detta di Tils, aggravata dal terremoto e dal mancato rispetto da parte di Telecom del volume di lavoro a discapito degli accordi commerciali sottoscritti.

L’azienda aveva messo in mobilità tutto il personale de L’Aquila, trasformandola in cassa integrazione, ulteriormente prorogata fino al 3 maggio sempre a causa del sisma.

SLC/CGIL non è disposta a gestire un ulteriore aggravio della situazione dei lavoratori de L’Aquila, molti dei quali vivono nelle tende e hanno subito gravi lutti familiari. E anche per la sede di Roma sono presunte le iniziative imputate alle difficoltà commerciali.

SLC/CGIL ha dichiarato la rottura con l’azienda e denuncia ancora una volta l’inadeguatezza della nuova proprietà, diffidandola dall’intraprendere ulteriori misure penalizzanti a danno dei lavoratori. Il 4 maggio prossimo i lavoratori rientreranno nella sede della Reiss Romoli de L’Aquila, in quanto essa è agibile e funzionante.

E’ tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità, soprattutto Telecom la quale non considera effetti e ricadute delle esternalizzazioni e delle vendite effettuate negli ultimi anni, devastanti per i lavoratori e forse controproducenti dal punto di vista economico e della qualità dei processi.

Pertanto SLC/CGIL invita Telecom e Tils a regolare e dirimere i contenziosi senza ulteriori strumentalizzazioni dei lavoratori né dei sindacati e chiede con urgenza un tavolo di confronto con Telecom su tutte le aziende esternalizzate che impiegano ad oggi, dopo notevoli riduzioni di personale, circa 3000 lavoratori su cui sono ricadute le forti riduzioni dei livelli occupazionali ed economici dovute alle condizioni economiche sempre più limitanti imposti da Telecom.

Gli imprenditori cui Telecom ha ceduto i propri rami d’azienda si sono rivelati per la maggior parte inaffidabili e inadeguati a realizzare gli altisonanti piani industriali illustrati al momento delle cessioni.



Roma, 23 aprile

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categoria:comunicati stampa, comunicati sindacali, renzo bracciali
sabato, 02 maggio 2009
Per dargli la visibilità che merita, riportiamo come post il commento n. 4 al post precedente.

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La storia inizia nel 2000, poco dopo la salita al potere in Telecom dei famosi “Capitani coraggiosi”. A un certo punto qualcuno in Telecom decide, con una intenzione all’apparenza intelligente, di accorpare in una unica società, le tre realtà che si occupavano della formazione dei dipendenti del gruppo:

•Consiel S.p.A. , che si occupava prevalentemente di formazione manageriale ;

•Trainet S.r.l , che si occupava prevalentemente di formazione on-line ;

•La Scuola Superiore G. Reiss Romoli (SSGRR), che si occupava prevalentemente di formazione tecnica e manageriale.

La SSGRR, con la sua struttura di campus è stata sempre riconosciuta come “la Scuola” di Telecom Italia, un centro di eccellenza riconosciuto anche all’estero.

Nasce così Telecom Italia Learning Services (TILS) S.p.A. , che purtroppo però in breve tempo, per esclusiva colpa del management di Telecom Italia, diventa un mostro ingestibile. Questo per vari motivi, tra cui:

•Il business model, basato negli intenti del business plan iniziale per il 75 % sulla formazione on-line, che invece si è rivelata un flop senza precedenti (in tutto il mondo). Questo portò TILS ad acquisire, badate bene senza avere ancora alcun mercato, una piattaforma faraonica di e-learning costata una cifra folle (allora si parlò di più di 100 miliardi delle vecchie lire), con cifre folli di gestione, che non ha prodotto negli anni che pochi euro.

•L’accorpamento in TILS dei 5 centri di formazione regionali della Telecom con il relativo personale e le relative pesantissime spese di gestione.

•Il dirottamento in TILS di molti Dirigenti Telecom “trombati” che Telecom non sapeva dove piazzare. Gente che costava 200.000 euro/anno e anche più, non bruscolini, e la cui produttività era nulla.

•L’iscrizione a bilancio TILS di costi folli per l’affitto della sede TILS a Roma, ricavata in una porzione del complesso di Parco de’ Medici, sede di una parte della Direzione Generale Telecom, e di proprietà di Telecom stessa. E anche di costi folli di spese di gestione e manutenzione.

Tralascio tutto il resto per non essere troppo lungo. Con tutto queste amenità, TILS ovviamente risulta in forte perdita (fittizia, creata ad arte !). E così, i Tronchettiani (che nel 2001 presero le redini di Telecom) Carlo Buora (numero due operativo dopo Tronchetti Provera) e Gustavo Bracco (Responsabile Risorse Umane) decisero che TILS andava venduta al miglior offerente. Fu “sparsa la voce” e dopo varie trattative, misteriosamente, esce fuori una cordata che acquisisce TILS. Dico misteriosamente perché i componenti della cordata erano in parte oscuri al grande pubblico che si occupa di formazione.

In realtà TILS non è stata venduta ma è stata regalata (la cordata ha acquisito TILS al prezzo simbolico di 1 euro !) a chi la ha acquistata, insieme a 75 Mln. di Euro di commesse garantite nell’arco di quattro anni, più una congrua dotazione di soldi (si parla di 30 Mln di Euro) a fondo perduto come cassa iniziale. E, particolare non trascurabile, ripulita da ogni debito ! Questi soldi, se gestiti correttamente, sarebbero stati sufficienti a far vivere tranquillamente tutta TILS per 4-5 anni, e poi Telecom, se ben curata come Cliente, difficilmente avrebbe negato prolungamenti delle commesse.

Ma cerchiamo di approfondire a chi è stata venduta TILS. E qui un altro aspetto grottesco della vicenda, che da l’idea di come l’imbroglio sia stato architettato con genialità. Sui giornali comparve la notizia che TILS era stata venduta alla filiale italiana una primaria società di formazione francese, tale CEGOS (capitanata da un certo Sig. Zimbalatti), per il 70%, e a una anonima società di 10 dipendenti circa (Camporlecchio S.r.l. di Renzo Bracciali e sua moglie Susanna Bina), con fatturato risibile, per il restante 30%. E quindi, giù i grandi titoloni che prospettavano un futuro radioso per TILS (e quindi per la Reiss Romoli) sotto l’egida di una grande società internazionale come CEGOS. Però, di questi fantomatici personaggi di CEGOS non si è visto mai nessuno, AD di TILS è divenuto Renzo Bracciali e braccio destro la moglie Susanna Bina. Non dimenticherò mai come si presentò Renzo Bracciali a TILS. Le sue prime parole furono “Io sono Renzo Bracciali, il nuovo padrone di TILS”. Avrebbe dovuto più correttamente dire “Io sono Renzo Bracciali, il nuovo AD di TILS”. Mi chiedo, come faceva a dire che era il padrone se aveva solo il 30 % ? L’arcano ha avuto molto presto la sua spiegazione. Infatti, dopo un mese si scopre che la mitica CEGOS, accampando scuse risibili, ha invertito le quote societarie, scendendo al 20%, il 70% è passato alla Camporlecchio S.r.l., e il restante 10% a tale “Lucciola Partners” che credo nel settore della formazione non abbia mai operato. Lascio a voi giudicare, ma questi signori chi volevano prendere in giro ? Siamo tutti adulti e vaccinati per capire che era tutto concordato e che CEGOS serviva solo come specchietto per le allodole per giustificare questa zozzeria. Un altro particolare non trascurabile, la cordata che ha acquisito TILS, dall’analisi del fatturato annuo, risultava essere di circa quattro volte più piccola di TILS, e il suo complessivo fatturato è inferiore al 60 per cento delle perdite complessive registrate lo scorso anno dall’azienda che ha acquisito.

E ora andiamo al nocciolo della questione. Come è stata gestita quella enorme quantità di denaro che Telecom ha sborsato per vendere TILS ? (è molto curioso, di solito chi vende incassa e non paga, ma qui è successo proprio il contrario !). Badate bene, qui si parla di più di 100 Milioni di Euro e non di bruscolini (75 Ml. di commessa più circa 30 Ml. a fondo perduto). Ho scritto sopra “Questi soldi, se gestiti correttamente…”. Allora, cosa hanno fatto i nostri furbetti del quartierino ? I (più o meno) 10 dipendenti della Camporlecchio S.r.l. sono stati messi a libro paga di TILS come consulenti (di cui non se ne sentiva assolutamente il bisogno, data anche la mediocrità dei personaggi), con compensi variabili tra 600 e 1.200 Euro giornalieri (e si, avete letto bene). Fatevi quattro conti, quanti soldi sono passati in tre anni (tanto è passato dalla vendita di TILS) dalle casse di TILS a quelle della Camporlecchio S.r.l. di proprietà dell’AD di TILS Renzo Bracciali e del numero due di TILS sua moglie Susanna Bina ? La Silvia Fiorani, anch'essa al gabbio, costava annualmente a TILS 150.000.200.000 euro (assolutamente sprecati). E non solo questo, molte attività che prima si facevano alla Reiss Romoli, sapete dove si fanno adesso ? In una casale della campagna senese, che si trova in una zona denominata Camporlecchio. E sapete di chi è questo casale ? Non ci vuole uno sforzo di immaginazione per capirlo. E via, altri soldi dalle casse di TILS a quelle della Camporlecchio S.r.l.. Volete infine un’altra chicca, tanto per far capire a chi è stata venduta TILS ? Gli scorsi due Natali la coppia Bracciali-Bina, in un impeto di bontà ha regalato a tutti i dipendenti TILS, ad esclusione di quelli della Reiss Romoli (e si, quelli erano in punizione perché si opponevano all’imperatore e alla zarina !), una bella bottiglia di vino proveniente dalle campagne senesi. E sapete chi è il produttore ? Anche qui lo lascio alla vostra immaginazione. Ma l’aspetto grottesco della vicenda è che il produttore ha fatturato l’importo delle bottiglie a TILS (quante bottiglie ? e chi lo sa, tanto venditore e compratore sono la stessa persona …). Potrei fare altri esempi, di soldi dati a consulenti fantasma, a società fantasma (però guarda caso con sede nello stesso edificio dove ha sede la Camporlecchio S.r.l.). Ma non serve, su questi aspetti hanno gettato la luce i Magistrati. Oggi sappiamo con ragionevole certezza, dove è finita un’altra parte dei soldi TILS. A pagare tangenti al sottobosco politico campano per “oliare” i personaggi giusti per le attività personali dell’AD di TILS.

E quindi si è capito il vero senso dell’affare TILS. Drenare il più possibile soldi dalle casse TILS alle casse delle società di Bracciali & C. , in modo che da qui i soldi potessero prendere varie oscure strade. Questo è il nuovo modo di pagare tangenti nell’era post-mani pulite. Più sofisticato e, paradossalmente, legale (perché, notate bene che l’inchiesta della Magistratura non riguarda TILS, ma tre altre società di Bracciali & C.).

La fine di questa ennesima pagina triste dell’imprenditoria italiana si sta scrivendo in questi giorni. Telecom, che nel frattempo ha di nuovo cambiato il management, al corrente di questo scempio, giustamente non vuole rinnovare la commessa di formazione a TILS (commessa che scade il 30 Giugno, con una piccola coda che scade il 30 Giugno del prossimo anno). Tutti i dipendenti TILS saranno messi in cassa integrazione e successivamente licenziati. Per i dipendenti della Reiss Romoli, alle prese con il tremendo dramma del terremoto e delle sue devastanti conseguenze, è da tempo in corso una procedura di licenziamento collettivo con conseguente chiusura della gloriosa Scuola dell’Aquila.

In tutto questo scenario Telecom, che ha una responsabilità almeno morale su tutto quanto accaduto, in quanto ha venduto TILS a personaggi senza scrupoli e non ha controllato niente dopo la vendita, dovrebbe prendersi in carico la situazione e rimediare a questo scempio. Mi auguro solo che sarà così. Di più non posso sperare.













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