La Reiss Romoli Chiude
venerdì, 19 giugno 2009
Oggi 18 giugno 2009 sono arrivate le lettere di licenziamento per i 70 dipendenti della Reiss Romoli. Si chiude così il nostro rapporto di lavoro con Renzo Bracciali, sua moglie Susanna Bina e tutti i loro consulenti. Con il nostro blog abbiamo voluto informare le persone che ci conoscono e che conoscono la nostra storia di lavoratori su ciò che è accaduto in questi anni. Chi non ci conosce potrebbe avere dubbi sulle scelte che abbiamo fatto, chi, invece ha seguito la nostra vicenda sa che non avevamo altra scelta.          

lettera di licenziamento





Per fugare ogni dubbio sulla statura morale del management di TILS ci sembra giusto raccontare l’ultimo dispettuccio gratuito ad opera del nuovo AD, Susanna Bina. A breve saranno cessate le utenze telefoniche dei cellulari di servizio, senza consentirne, come sempre è avvenuto in passato, la voltura del numero verso l’utenza privata del dipendente. Ricordiamo ai lettori che molti di noi non hanno più casa e il cellulare rappresenta l’unico modo per essere rintracciati da familiari, amici e soprattutto dalla Protezione Civile che questi numeri conosce ed usa per tutte le comunicazioni sulle visite dei tecnici per le agibilità. Non chiediamo favori, ma solo di poter mantenere, senza nessun costo per l’azienda, un numero telefonico che, in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo, rappresenta in molti casi l’unico modo per essere raggiunti.          

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venerdì, 19 giugno 2009
Questo il nostro comunicato che chiarisce le motivazioni per le quali abbiamo deciso di non accettare la cassa integrazione straordinaria proposta da un’azienda che comunque ha dichiarato la sua intenzione di cessare, a breve, l’attività.

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«Vertenza Tils: fine di uno stillicidio»

il Centro — 14 giugno 2009   pagina 01   sezione: L'AQUILA

  L’AQUILA. Uno “stillicidio” andato avanti per mesi, dopo l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità, arrivato lo scorso settembre dalla Tils. Alla fine, uniti, i 71 lavoratori della Reiss Romoli hanno detto “basta” e hanno fatto una scelta coraggiosa: no ad altri sei mesi di cassa integrazione straordinaria. Ora partono i licenziamenti, ma il personale della scuola di alta formazione guarda al futuro.  Domani le Rsu del campus di Coppito incontreranno i lavoratori: un momento importante, per pensare al futuro. «Sarà dura, fra qualche giorno», dice Luciana Del Beato, Rsu della Uil, «ricevere la lettera di licenziamento. Abbiamo lottato per evitare questo triste epilogo. Poi è arrivato anche il terremoto a toglierci la casa e le ultime speranze di conservare il posto di lavoro. Il nostro interlocutore, la Tils, ha sempre giocato al rialzo. Adesso vogliamo ricostruire il nostro futuro: nella scuola ci sono eccellenze e competenze, che non vanno disperse. Contiamo sulle istituzioni: se si concretizza la nuova società Scuola Itc, l’attuale personale può essere riassorbito e si potrà lavorare con serenità, restituendo al territorio un patrimonio importante». La parola fine alla vertenza, dunque, l’hanno messa gli stessi dipendenti, di concerto con i sindacati, rifiutando l’aggancio con altri sei mesi di cassa integrazione straordinaria. L’azienda era ricorsa all’ammortizzatore sociale dopo il sisma del 6 aprile, dichiarando inagibile lo stabile di Coppito. Secondo le Rsu, l’immobile era in realtà solo parzialmente inagibile: e in effetti è diventato subito sede provvisoria della Protezione civile, del Consiglio regionale e a breve anche dell’Università. Nelle scorse settimane la situazione è precipitata: la Tils ha spostato a Roma la commessa Telecom, chiedendo a parte dei lavoratori di trasferirsi. Un chiaro segnale, per il personale, della volontà di dismettere il sito aquilano. Del resto, la procedura di mobilità avviata a settembre del 2008 era stata solo sospesa, in attesa del piano di rilancio della scuola. Si doveva firmare un protocollo per la nuova Scuola Ict, formata da un pool di imprese, con l’apporto di Finmeccanica. E sarebbe stato Abruzzo Engineering a rilevare dalla Tils la sede di Coppito, con la cessione di ramo d’azienda. Gli eventi del 6 aprile hanno purtroppo dilatato i tempi. Ma i 71 dipendenti vogliono tornare presto a lavorare, chiudendo per sempre con Tils. Una gestione iniziata due anni fa - quando la Telecom ha ceduto la scuola al prezzo simbolico di un euro - che sindacati e lavoratori hanno sempre criticato. Il culmine il 28 aprile scorso, con l’amministratore delegato Renzo Bracciali finito in carcere con altre 32 persone nell’ambito di un’inchiesta della procura campana.

Romana Scopano
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venerdì, 19 giugno 2009
Pubblichiamo il comunicato di TILS sulle motivazioni che hanno determinato la conclusione della vertenza con il licenziamento dei 70 dipendenti della Reiss Romoli. 



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Tils, scattano 70 licenziamenti

il Centro — 13 giugno 2009   pagina 39   sezione: CRONACA



  L’AQUILA. Altri 70 licenziamenti, dopo i 353 posti a rischio del call center Transcom. Nuovo colpo all’occupazione nella città del post-terremoto. La Tils, società di formazione per conto di Telecom Italia, taglia i 70 posti impiegati nel sito della Reiss Romoli. La decisione, secondo l’azienda, è stata dei dipendenti che «si sono licenziati da soli». Diverso il punto di vista dei sindacati, i quali non hanno accettato l’aggancio con un altro periodo di cassa integrazione straordinaria confidando in una soluzione che si intravede a livello istituzionale. Inoltre l’inchiesta giudiziaria che il 28 aprile scorso ha portato in carcere Renzo Bracciali, l’ex ad della Tils ora amministrata dalla moglie Susanna Bini, aveva reso complicato un quadro già difficile.  L’azienda ha diffuso un comunicato per spiegare la conclusione della trattativa. «Il cda della Tils spa, società di formazione proprietaria del campus Reiss Romoli, vuole informare l’opinione pubblica delle motivazioni che l’hanno portata alla spiacevole ma inevitabile decisione di una forte riduzione della forza lavoro attualmente operante nella sede dell’Aquila. Il licenziamento dei 70 lavoratori è l’amara conclusione di una vicenda che ha visto coinvolti attori istituzionali e privati che, pur dichiarando reiteratamente la loro volontà ad arrivare a un diverso epilogo, con il loro mancato intervento hanno causato la situazione odierna. Nell’agosto 2008 la società, vista l’insostenibilità economica dell’accordo riguardo l’erogazione di servizi formativi Ict stipulato con Telecom Italia, e che a causa dell’ingente mole di costi fissi di cui era gravata la struttura Reiss Romoli portava alla Tils una perdita di circa 250mila euro al mese, pur nell’osservanza del contratto, aveva avviato un percorso di riduzione dei costi, in termini di logistica e dipendenti, che prevedeva anche un serrato confronto con le istituzioni locali e il successivo coinvolgimento della stessa Telecom».  «In data 8 agosto», si legge nella nota aziendale, «le autorità politiche locali propongono al management Tils di aderire a un percorso, che avrebbe potuto essere risolutivo della vicenda, di costituzione di un consorzio che avrebbe rilevato tanto il contratto con Telecom quanto tutte le risorse umane e materiali allo stesso connesse. La Tils aderiva con positività a tale prospettiva sospendendo immediatamente ogni azione in corso e dichiarando la piena disponibilità, più volte reiterata in seguito sempre con forte trasparenza, ad acconsentire a ogni soluzione che potesse innanzitutto privilegiare il salvataggio dei livelli occupazionali. Da quella data, invece di soluzioni concrete prende il via un succedersi di rinvii e di scarichi di responsabilità che non tiene conto né delle gravissime perdite che nel frattempo l’azienda subisce, né della condizione dei lavoratori, aggravata dal drammatico terremoto del 6 aprile. A settembre 2008 la società Tils si trova costretta ad avviare ufficialmente la procedura di mobilità per i 70 lavoratori del Campus, dando luogo ad analoghi provvedimenti anche per il resto del personale Tils. Il 6 aprile Tils apre la cassa integrazione per i lavoratori dell’Aquila, facendosi carico di integrare, a proprie spese, il 100% degli stipendi, in modo da non gravare sulla già tragica situazione post-terremoto». Alla fine, però, lo sbocco sono i licenziamenti. «Nonostante la disponibilità a valutare e attuare il ricorso alla cassa straordinaria per cessata attività», ha aggiunto l’ad Susanna Bini «siamo costretti a prendere atto della posizione sindacale che rifiuta tale proposta e a dichiarare i licenziamenti». La vicenda Reiss Romoli, un tempo centro di eccellenza europeo nell’alta formazione, va avanti da mesi. Prima del sisma si attendeva la firma di un protocollo d’intesa per la costituzione della nuova società Scuola Ict, pronta a rilevare dalla Tils il campus di Coppito.
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